Seduti in cima al mondo

Io e Fogar parlavamo e parlavamo. Eravamo seduti in cima al tetto della sua vecchia villa siciliana una sera d’estate: il sole era appena tramontato dopo l’orizzonte, lasciando l’aria piacevolmente fresca e rivestendo la campagna circostante di tenui colori pastello… Di fronte a noi, lontano, il mare e l’Isola dei Cavalieri. Alle nostre spalle, forse ancora più lontano Mongibello. Era come stare in cima al mondo, lontano da tutto e da tutti, noi con i nostri pensieri. Da lassù sembrava tutto diverso. Sapevamo che non avremmo trovato nessuna risposta ai nostri interrogativi e problemi e a tutte le cose inspiegabili della vita, ma ci sentivamo in cima al mondo, e forse per questo più saggi e più forti.